Situato nella suggestiva regione storica della Marmilla, in provincia di Oristano, Baressa è un piccolo e grazioso borgo collinare adagiato a poco più di centosessanta metri sul livello del mare, subito a ovest della celebre Giara di Gesturi. Questo territorio affascina i visitatori per il suo panorama modellato da dolci rilievi e, soprattutto, per il suo nucleo urbano intatto e caratteristico.
Passeggiando tra le antiche vie del centro storico, lo sguardo viene catturato dalle tradizionali case campidanesi edificate in roccia calcarea ricca di argilla, che dona alle pareti una calda tonalità giallo tenue. Elemento architettonico simbolo del paese sono i monumentali e artistici portali in legno e pietra che si aprono sui muri di cinta delle storiche corti private, testimonianza dell'antica e florida organizzazione contadina locale.
Nel tessuto urbano spicca la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire, il fulcro della vita spirituale della comunità che celebra il proprio santo patrono con grande devozione nel mese di aprile. La struttura si presenta imponente e conserva al suo interno preziose testimonianze dell'arte sacra isolana, oltre a essere periodicamente lo scenario per importanti mostre ed eventi culturali legati alla memoria del paese.
Un altro piccolo scrigno di fede, profondamente radicato nella tradizione e nell'affetto dei cittadini, è rappresentato dalla Chiesa di San Michele Arcangelo, una struttura minore ma di grande valore storico che arricchisce l'itinerario religioso urbano ed esprime l'austera bellezza delle storiche architetture ecclesiastiche della Marmilla.
La profonda devozione di Baressa trova una magnifica continuazione nelle sue campagne baciate dal sole, dove sorge la Chiesa campestre di Santa Maria in Atzeni. Immerso in un contesto naturale di straordinaria pace e circondato dalla macchia mediterranea, questo santuario rurale rappresenta il punto di arrivo di storiche processioni ed è il centro di sentite feste tradizionali. La chiesetta sorge in una zona strategica dove l'archeologia e la natura si fondono, ricordando ai visitatori l'importanza che questi luoghi isolati rivestivano in passato per i pastori e gli agricoltori che popolavano le vallate circostanti durante i mesi di intenso lavoro nei campi.
La storia più remota di questo angolo di Marmilla affonda infatti le proprie radici in epoche millenarie, con tracce evidenti di una frequentazione umana costante sin dall'età del Bronzo. Il territorio comunale ospita importanti monumenti della civiltà nuragica che vigilano strategicamente sulle colline e sulle vallate vicine. Tra questi, i più importanti sono i resti del Nuraghe Monte Majore, situato in una posizione sopraelevata ideale per il controllo delle antiche vie di comunicazione, e il Nuraghe Su Sensu, preziose sentinelle di pietra testimoni di un passato glorioso.
Oltre all'archeologia, Baressa vanta un legame indissolubile con la terra e con le sue eccellenti produzioni agricole storiche, prima fra tutte l'olivicoltura che si sviluppò intensamente a partire dal tredicesimo secolo. Di quella lunghissima tradizione contadina resta oggi uno straordinario monumento naturale vivente situato alle porte del paese: un suggestivo oliveto secolare che conta alberi millenari dalle incredibili forme contorte. Accanto all'olio, la vera risorsa identitaria ed economica del borgo è la mandorlicoltura, tanto che Baressa è universalmente conosciuta come il borgo dei mandorli. I mandorleti circondano interamente l'abitato e in primavera offrono uno spettacolo naturale indimenticabile, dipingendo il paesaggio con infinite sfumature di fiori bianchi e rosa.
Questa eccezionale materia prima è la protagonista assoluta della rinomata Sagra della Mandorla di Baressa, un attesissimo evento culturale ed enogastronomico che anima le vie del centro storico alla fine dell'estate. Durante la manifestazione, le storiche corti private aprono i propri portali ai visitatori per mostrare le antiche botteghe dei mestieri e le tecniche di battitura e sgusciatura del frutto. La festa permette di assaporare i dolci della tradizione sarda come gli amaretti, i papassinos e il torrone, ed è strettamente legata alle visite guidate all'interno della locale Casa Museo a Somulinu, uno splendido spazio espositivo etnobotanico dove è possibile fare un vero viaggio nel tempo alla scoperta dei saperi, dei sapori e degli strumenti della civiltà contadina della Marmilla.
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