Chiesa di Santa CroceSituata su un piccolo colle a circa centotrenta metri di altezza, poco oltre il ponte sul fiume Flumendosa in direzione della vecchia miniera, la Chiesa campestre di Santa Croce rappresenta uno dei gioielli storici e devozionali più antichi del territorio di Ballao. L'edificio, conosciuto localmente anche come chiesetta di Sant'Elena o Santa Ruxi, mostra i tratti tipici delle comunità monastiche bizantine che si stabilirono in Sardegna dopo l'ottavo secolo, le quali amavano edificare i propri luoghi di culto in posizioni isolate e dominanti. La struttura si presenta come una piccola e suggestiva costruzione in pietra locale, interamente circoscritta da semplici muretti a secco. La facciata principale ha una classica forma a capanna, sormontata al vertice da un caratteristico campanile a vela con un'unica apertura per la campana, un elemento tipico dell'architettura rurale minore dell'isola. Sebbene l'edificio sia stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli a causa dell'usura del tempo, conserva intatto un fascino antico e austero. L'archeologia e la tradizione orale associano questo specifico colle ai resti dello scomparso villaggio medievale di Santaruxi, trasformando la chiesetta nell'ultimo baluardo rimasto a testimoniare la vita di una comunità ormai estinta da centinaia di anni. La devozione del paese per questo santuario rurale si accende in modo particolare nel mese di settembre, in occasione della Festa della Santa Croce e di Sant'Elena. In questi giorni di fine estate, la comunità di Ballao si riunisce sul colle per una sentita processione e per la celebrazione della messa, perpetuando un rito plurimillenario che unisce la solennità spirituale alla bellezza selvaggia della natura del Gerrei.
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